LE ULTIME LUNE di FURIO BORDON

                                                                                     LE   ULTIME  LUNE  


Esso è un’analisi profonda sulla terza età, in cui il protagonista, chiamato Il Padre (personaggio interpretato da Marcello Mastroianni), è un professore universitario in pensione, che decide di lasciare la casa del figlio - dove vive con lui, la nuora e i nipoti – per trasferirsi in una residenza per anziani.


È una decisione dettata dall’orgoglio, dal desiderio di non essere di troppo in un appartamento diventato piccolo dopo la nascita della seconda nipote. È facile intuire che l’anziano avrebbe sperato in un consenso un po’ meno sollecito da parte del figlio riguardo questa sua decisione. Il protagonista, vedovo da molti anni, parla spesso con la moglie morta giovane e ricorda il tempo passato.


Il Padre riflette sul suo corpo che cede, diventa sempre più debole e malato e va incontro alla morte. Egli non ha più fiducia verso il prossimo e non ha il coraggio di parlare a nessuno delle proprie paure e dei propri pensieri. Non riesce a comunicare nemmeno con suo figlio, troppo distante da quelle problematiche e incapace di comprenderlo pienamente.

 Nel secondo atto dello spettacolo il Padre è solo in scena presso la casa per gli anziani Villa Delizia, con la compagnia di una piantina di basilico. Il suo monologo ricorda il sussurro di un prigioniero che, in attesa dell’estrema condanna, si aggrappa a ogni barlume di vita.

 Mastroianni ha un vero e proprio colpo di fulmine per questo testo, tanto da rifiutare uno spettacolo su Casanova offertogli a Parigi.

Egli dichiara: "Rimasi impressionato dalla drammaticità di questa commedia che convergeva su soli tre personaggi: il vecchio professore, sua moglie e il loro figlio. Anche se per fortuna non mi appartiene, sentii e capii la solitudine di quello che è il dramma della terza età per un uomo che rimane solo e deve finire in una casa di riposo. Decisi di accettare questa proposta che certo non si presentava come lo spettacolo grandioso offertomi dal Teatro d’Europa. Anzi, forse la scelsi proprio per la sua modestia; una cosa più intima, ma a mio avviso più forte. Nelle ultime lune si parla di morte, di solitudine, d’incomprensione col figlio, di amore per una moglie morta tanti anni prima.

Quindi mi posi il problema: “Chi verrà a vederla, questa commedia? E non parliamo dei giovani!”. Invece, ovunque siamo stati, abbiamo avuto un’affluenza impressionante di pubblico; e “stranamente”, cioè al contrario delle mie previsioni, i giovani sono ancora più numerosi delle persone anziane. […] Un altro motivo che mi ha spinto a interpretare questo piccolo  personaggio sconosciuto, è probabilmente il bisogno di espormi un po’ al rischio, perché questo mi carica, mi dà più interesse. Shakespeare, Goldoni, Moliere, Pirandello…

Con autori di questo calibro, non voglio dire che il gioco sia più facile, però si è ben protetti, si hanno la spalle più al sicuro. Se il colpo ti riesce con un testo mai rappresentato, la soddisfazione è molto più grande."


Marcello sceglie un testo così vicino a lui da porgli un grave problema: la mancanza di distacco dal personaggio, che per Mastroianni è fondamentale, rischiando di commuoversi.


GIANLUIGI  MELUCCI  BLOGGER  

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