L ' OMBRA DI JOAN CRUS : VENERDI 27 MAGGIO CHIESA DI SAN GIUSEPPE - ALBA (CN)


 





VENERDI 27 maggio 2022 alle ore 18 

presso la Chiesa di San Giuseppe 

in via Vernazza 6 – Alba

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Una collaborazione tra grandArte e Circonomia

 

La mostra sarà visitabile dal 27 maggio al 26 giugno

dal lunedì al venerdì 14.30-17.30

sabato e domenica 10-13 e 14.30-18.30

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Si tratta della nona mostra della rassegna provinciale 

grandArte 2022 – HELP 

humanity, ecology, liberty, politics 

organizzata in collaborazione con il Centro Culturale San Giuseppe e Circonomia, Festival internazionale dell’economia circolare 

e della transizione ecologica

 

e che si avvale di

 patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Piemonte, 

della Provincia di Cuneo e della Città di Cuneo; 

 contributo di Comune di Cuneo, Fondazione CRC, Fondazione CRT; 

 sostegno di ATL del Cuneese, La Guida, Lannutti logistica e trasporti, ACDA, Armando Group, Wedge Power, Confartigianato Cuneo, 

Generali assicurazioni Cuneo, Limone Riserva Bianca, 

Marcopolo, Paneco Ambiente, Intesa San Paolo

 

 

Ombra è una parola dalle tante sfaccettature di significato: poca luminosità, oscurità, contorno indistinto ma anche simulacro del corpo. «Ombra è curiosità, apertura, immaginazione… è presenza sospesa. Ma ombra è anche paura, mancanza, ignoto e, soprattutto, è un pronostico».

 È dalla riflessione sul concetto di ombra, dunque, e sul suo portato simbolico che è nata l’opera L’ombra di Joan Crous, un’installazione di grande formato realizzata in frammenti di vetro e terra.

 È l’ombra del Guernica di Pablo Picasso, una scelta che deriva proprio dalla volontà di riprenderne il suo messaggio ancora vivo a distanza di anni; «perché Guernica è una vera icona, un paesaggio che non tramonta – sono le parole dello stesso artista catalano –. Guernica che evoca e fa riemergere il simbolo di ciò che rappresenta».


L’ombra, un’opera simbolo del recupero e della memoria sotto diversi punti di vista, sia quello simbolico e del messaggio trasmesso, sia quello dei materiali.


“Ho lavorato a questo progetto per oltre tre anni, - dice Joan Crous - un progetto che ho voluto e deciso io, sebbene sia solito lavorare molto anche per le fondazioni o i musei. È composta da quasi due tonnellate di vetro, per un’opera di sette metri di lunghezza e quasi quattro di altezza. L’ispirazione è arrivata proprio da quanto successo in Spagna con il bombardamento di Guernica: il dipinto di Pablo Picasso, ora, è molto più di un’opera, è un simbolo. Ed è a quest’ultimo che mi sono ispirato, trattandolo con il massimo rispetto, a partire dalle grandi dimensioni. Non una briciola di vetro ho comprato per la sua realizzazione, perché è tutto vetro riciclato, che ho per così dire incontrato”.

Di origine catalana ma a Bologna dagli anni dell’università, Crous si è nel tempo specializzato nella lavorazione del vetro frequentando diverse realtà internazionali del settore e approfondendo diverse tecniche di restauro e di conservazione. In questo percorso, una tappa fondamentale è stata la messa a punto, nel 1994, di una tecnica di lavorazione del vetro del tutto personale, capace di sposarsi con il concetto di “fragilità dell’operare umano e di fugacità del tempo”. Ma, oltre che artista, Crous è anche co-fondatore della cooperativa sociale Eta Beta di Bologna e gestore di un angolo di città come quello di Spazio Battirame.

Inaugurata a metà maggio, con la sua prima mostra a Bologna accompagnata dalle note della musica di Pino Jodice, L’ombra viaggerà per le istituzioni e i musei di Spagna, Francia e Italia per tutto il corso del 2022. Ora è ad Alba, in occasione dell’evento dedicato all’economia circolare Circonomia e alla sua rassegna GrandArte per affrontare la sfida del cambiamento climatico attraverso la lente dell’arte. Poi si spostarsi poi alla Biennale di Venezia a Casa Goldoni. Poi andrà a Barcellona nel Museo di Archeologia e, ancora, in Francia al Museo del Vetro di Sars Poteries.

 

Certe cose accadono senza che nessuno se ne sia reso conto.
All’improvviso, per una coincidenza di eventi, per una distrazione, per abitudine, per non noncuranza…
Certe cose accadono di fronte ai nostri occhi, alle nostre mani, nelle nostre famiglie, ai nostri amici… e noi siamo distratti.
Perché la distrazione siamo noi con la paura di volare, di prevedere e immaginare.

 

L’OMBRA

Parola piena di contenuti contrapposti.Ombra è curiosità, immaginazione, è presenza sospesa… ma è anche paura, mancanza, ignoto e, soprattutto, è un pronostico.
Guernica è innanzitutto è un luogo. Guernica vive lungo la storia della penisola iberica con una popolazione basca, con una storia politica importante e significativa (parlamento Basco). Ma è anche il simbolo, dopo gli anni ‘40, della costruzione scientifica di un modello di distruzione di masse indifese con l’unico obbiettivo di ottenere terrore su uomini, donne e bambini (senza esclusione).  Guernica è una vera icona, un paesaggio che non tramonta. Guernica, ogni volta che si presenta, fa rinascere il simbolo di quello che rappresenta.

 

 

Joan Crous

Joan Crous è un artista di origine catalano ma vive e lavora da oltre 25 anni tra Barcellona e Bologna. Ha una formazione pluridisciplinare: laureato in storia frequenta contemporaneamente l’Accademia d’Arte Massana a Barcellona. Si specializza nel campo del vetro visitando realtà internazionali (Strasburgo, Praga, Montreal, Stati Uniti…) e approfondendo tecniche diverse, tra le quali conservazione e restauro presso Romont, Svizzera e a Milano. Dal 1999 fonda, insieme alla moglie, una cooperativa sociale che lavora in collaborazione con l’Ausl e si occupa di interventi socio riabilitativi attraverso l’arte e l’artigianato. Il momento fondamentale della sua traiettoria artistica si ha nel 1994 quando mette a punto una tecnica di lavorazione del vetro del tutto personale. L’innovazione tecnica si sposa perfettamente ad un concetto di fragilità dell’operare umano e di fugacità temporale.

 

 GIANLUIGI  MELUCCI  BLOGGER POTENTINO 




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